Nel pomeriggio di sabato 8 febbraio 2020 si è tenuta la presentazione della Pigotta del Rugby Como, sabato 29, invece, dalle 14.30 a Cernobbio ci sarà l’esibizione di ginnastica e atletica con una specifica raccolta fondi che andrà interamente in beneficienza. Con il supporto della pallanuoto Como, nella serata del 3 aprile si terrà un evento per sensibilizzare sulla libertà di scelta del minore in ambito sportivo.

L’Unicef lavora da anni per chi affronta quotidianamente momenti difficili: i bambini di tutto il mondo hanno la priorità. In 8 Paesi di Asia e Africa l’Unicef opera con la campagna “100% Vacciniamoli tutti”, lotta per contrastare l’elevato tasso di mortalità infantile e malnutrizione e si impegna per prevenire e curare la malaria. Proteggere i diritti dei minori, combattere piaghe sociali e umanitarie come l’HIV, garantire acqua, salute, igiene e istruzione. Da anni, inoltre, Unicef intraprende collaborazioni con il mondo dello sport.
Manuela Bovolenta, presidente Unicef Como, ospite nella puntata di Lunedì Sport Como in onda alle 18 del 17 febbraio, ci ha presentato la bellissima Pigotta del Rugby. La sua realizzazione è un puro atto di solidarietà: i tessuti sono stati donati e ogni fase di produzione, dall’imbottitura alle singole cuciture, sono frutto di un bell’atto di volontariato. Manuela ha ricordato la specialecollaborazione con la società del Rugby Cantù, con cui lo scorso anno è stato fatto un simpaticissimo portachiavi con i colori della squadra. Sui nuovi progetti ha dichiarato: “Unicef trova il suo sostegno e la sua forza nel volontariato, per campagne territoriali e nazionali, come per la nostra orchidea”.

Un anno fa è nata la collaborazione con Rugby Como. Tra gli obiettivi: “Mantenere un comportamento responsabile, sia dentro sia fuori dal campo, coinvolgendo anche le famiglie. Rivendichiamo anche il diritto a non essere un campione, senza pressione dei più grandi. A volte i bambini sono più bravi nella gestione della vittoria e della sconfitta. Sono più bravi nella gestione emotiva della propria passione sportiva”. L’altro scopo è naturalmente il sostentamento dei bambini in difficoltà, “incentivare la raccolta fondi”.
Il sapiente lavoro della Pigotta
E’ un termine del dialetto lombardo: si tratta di una carinissima bambola di pezza, adottarne una (certificata con la propria, specifica, carta d’identità) significa salvare con 20 euro la vita di un bambino. Chi adotta una Pigotta riceve una cartolina da inviare al creatore della bambola. In questo modoc gli verrà fatto sapere che la sua Pigotta ha una casa e un bimbo in difficoltà è stato salvato.
Dietro a una Pigotta si cela un lavoro minuzioso e certosino, frutto di gesti solidali che uniscono fantasia e creatività. Per farle, Unicef coinvolge grandi e piccoli nelle scuole, nei centri anziani, nelle famiglie e nelle associazioni di tutta Italia. Anche il materiale necessario, tessuto dei vestiti e lana per le imbottiture, è donato da alcuni volontari e collaboratori.
Adottare una Pigotta significa donare a un bimbo un kit salvavita per ridurre il pericolo di mortalità nei suoi primi cinque anni di vita. A seconda dei Paesi, il kit in questione prevede vaccini, dosi di vitamina A, antiparassitari, kit ostetrico per la nascita sicura, antibiotici e zanzariere antimalariche. Da dicembre 2019 la Pigotta Unicef sostiene anche i programmi per l’istruzione in Niger, dove 3,2 milioni di persone hanno bisogno di assistenza e le ragazze sono a rischio di rapimento, matrimoni forzati, violenza fisica e fortemente ostacolate nel libero esercizio del proprio diritto all’istruzione. In oltre 20 anni questa piccola bambola di pezza dal valore immenso ha aiutato a salvare 25 milioni di bambini.